Valle Anzasca

Torre di Battiggio

Torre tardo medioevale residenziale e\o di segnalazione secondo una tipologia architettonica diffusa nelle vallate ossolane. Recentemente restaurata, con il rifacimento dell'ultimo piano e del tetto, oggi è sede di mostre ed eventi temporanei.  Tradizionalmente la torre è attribuita alla famiglia dei Cani, che ebbe il controllo delle miniere d'oro della valle.
 
 

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Museo Casa Walser

La seicentesca casa parrocchiale di Borca ospita al suo interno oltre 650 oggetti di vita quotidiana domestica e lavorativa del popolo walser, nella loro collocazione originale. Il “Museo Antica Casa Walser di Borca”, è ospitato in un edificio del 1600, che fu dimora del cappellano della chiesa della frazione Borca e che conserva, dopo quattro secoli, il suo impianto costruttivo originale. Il Museo fu inaugurato nel 1982, grazie al grande slancio di generosità dei macugnaghesi che donarono la quasi totalità degli oggetti esposti. Il Museo etnografico raccoglie collezioni di oggetti esposti

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Museo dell'Immateriale

Il museo è ospitato nel seicentesco oratorio della confraternita di Santa Marta. Attraverso13 stazioni (una sorta di via Crucix della conoscenza) il visitatore è accompagnato alla scoperta del patrimonio delle tradizioni, saperi, costumi  proprii della cultura montana delle valli ossolane. Completano la vista una serie di video di impatto emozianale.
Al museo è affiancato un centro di documentazione regionale del patrimonio immateriale in fase di sviluppo.

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museo

Apertura:
Apertura: Mercoledi 9.30 - 12.00 Venerdi 14.00 - 16.00 Su prenotazione previo contatto amossola@libero.it e\o Comune di Piedimulera

Dal 2013 il museo “Lithoteca” con un’interessante collezione mineralogica e di materiali relativi alla ricerca dell’oro sia minerario che fluviale è ospitato nella Torre Ferrerio che posta all’imbocco della strada verso la valle Anzasca,  con i suoi 30 metri d’altezza, domina i tetti del centro storico di Piedimulera. Di belle forme cinquecentesche, ricca di un raro ciclo di affreschi “profani”, faceva parte della residenza della famiglia dei Ferrari, per secoli proprietari e controllori dell’attività estrattiva di minerali della valle Anzasca.

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