Laboratorio didattico
Simulazione di scavo archeologico Castello di Vogogna
Il laboratorio si prefigge di trasmettere ai ragazzi le fasi principali dello svolgimento di uno scavo archeologico, partendo dalla messa in luce dei reperti e dalla loro documentazione per giungere all’interpretazione dei dati raccolti. Il tutto verrà mediato attraverso l’esperienza diretta dello scavo simulato e dello studio delle fonti scritte effettuati dai ragazzi stessi.
L’analisi degli esempi di scavo simulato in opera in altre strutture museali ha messo in evidenza una generalizzata scarsa aderenza fra l’attività di scavo reale e la sua simulazione, dovuta principalmente a questioni di carattere pratico non facilmente risolvibili.
Nel caso in questione sussistono le condizioni per una proposta di buon livello cui si sovrappone una specifica volontà di ottenere un risultato decisamente superiore alla media che possa divenire in sé un motivo di attrattiva nei confronti del Castello di Vogogna e delle sue attività didattiche.
A tal fine si cercherà di conciliare le difficoltà poste da esigenze pratiche, quali l’esigenza di rimontare in tempi sufficientemente rapidi la simulazione per poterla rendere immediatamente rifruibile, con l’obiettivo primario di raggiungere il massimo grado possibile di verosimiglianza dell’esperienza.
Caratteristiche formali dello scavo simulato
Calcolando il numero medio dei componenti di una classe tipo, i tempi di durata dell’attività e la distribuzione dei ragazzi su più mansioni si propone di realizzare un’area di scavo di 3 x 3 metri con una potenza stratigrafica di circa 50 cm.
Lo scavo sarà contenuto entro un cassone in legno da realizzarsi appositamente, provvisto di un gradino di accesso su uno dei lati.
Il cassone sarà collocato sulla seconda terrazza addossato alla muratura di contenimento della terrazza superiore.
La sequenza stratigrafica sarà composta da dieci unità stratigrafiche le cui caratteristiche permetteranno di comprendere i principi generali della tecnica dello scavo stratigrafico. Alcune di queste unità stratigrafiche saranno relative a resti di strutture, murarie, pavimentali, tombali, e, non dovendo essere asportate, verranno realizzate con i materiali e le tecniche corretti. Gli strati da asportare, quindi l’humus, lo strato di crollo, gli strati di abbandono e di riempimento saranno realizzati invece con materiali fittizi, che, pur evocando i materiali reali rispondano ad esigenze pratiche quali la semplicità di asportazione e di ripristino.
Contenuti dello scavo simulato
I reperti che i ragazzi andranno a scoprire saranno relativi sia ad oggetti di cultura materiale, sia, come già accennato, a strutture murarie e non. Saranno diversificati ed il più possibile esemplificativi di uno scavo-tipo, combinati in modo tale da richiedere un’opera di riordino cronologico e di interpretazione in grado di richiamare i momenti salienti del lavoro archeologico.
Naturalmente si è scelto di “inventare” resti archeologici coerenti con il sito dal punto di vista tipologico e cronologico. I resti strutturali saranno relativi ad una porzione di ambiente a funzione residenziale caratterizzata dalla presenza di un focolare a pavimento. All’esterno, addossata ad una delle murature sarà presente una struttura tombale contenente resti che alcuni indizi permetteranno di associare ad un personaggio realmente esistito e citato dalle fonti scritte in nostro possesso.
Svolgimento dell’attività di scavo simulato
Ai ragazzi saranno assegnate a rotazione tre differenti mansioni, scavo, spostamento “terra” e documentazione. A tale scopo verranno provvisti dell’attrezzatura necessaria, laddove possibile in tutto simile a quella effettivamente in uso in uno scavo archeologico.
La documentazione consisterà nella compilazione di apposite schede corredate da fotografie. Analizzando la documentazione i ragazzi saranno in grado alla fine dello scavo di comporre una cronologia relativa, cioè non soltanto di interpretare la funzione dei resti rinvenuti, ma anche di disporli in ordine di tempo.
